lunedì 22 dicembre 2014

Un guest post di Manuela Longo: il mio Natale quando si faceva la colletta.


Oggi ho ricevuto un comunicato interessante secondo il quale oltre 3 milioni di italiani hanno partecipato a una raccolta di soldi in gruppo per acquistare un regalo di Natale, coinvolgendo da 2 a 4 persone (75%). Si tratta di risultati portati da un’indagine realizzata a giugno 2014 su un campione di circa 25 milioni di italiani tra i 20 e i 50 anni dall’Istituto di Ricerca Iterion per Growish (www.growish.com), piattaforma per raccogliere denaro tra amici sul web e acquistare un regalo di gruppo, tramite il metodo della colletta online. Sembra, quindi, che l’84,7% degli italiani abbia partecipato ad almeno una colletta negli ultimi 12 mesi (di cui il 52,3% donne e il 47,7% uomini) e che la tipologia dei regali di Natale acquistati con i soldi raccolti interessi soprattutto i settori fashion (36,4%) cofanetti e giftcard (20,4%), libri (15,9%). Questo dato mi rincuora perché fa emergere un atteggiamento concreto, solidale e di buon senso. E perché, lo ammetto, quando penso alle collette di Natale non posso trattenere i ricordi...

 Se fosse l'ultimo Natale della mia vita vorrei passarlo nel passato, in un dicembre rigidissimo tra le montagne d'Abruzzo spruzzate di neve che fa fatica a venir giù. 
Camminerei una mattinata intera tra i negozietti del piccolo borgo dove sono cresciuta e che conosco a menadito, con la faccia dentro un freddo perfetto, così autentico che è un piacere respirarlo e buttarlo fuori in piccoli sbuffi gelati. 
Comprerei cose inutili per 50.000 lire: un pupazzetto con cappello da Babbo Natale per la compagna di banco, una bottiglia di cui non so niente per un adulto, un Parrozzo di pasticceria e una sciarpina dalla profumiera simpatica. 
E mi regalerei i jeans con la vita bassa e le zampe di elefante, da pochi soldi, ma nuovi, che si veda dalle zip rigide e dalle tasche intatte che sono comprati proprio per Natale. 
Perché sono gli anni Novanta e senza un paio di jeans nuovi Natale è un di sicuro meno figo. 

Passerei la Vigilia dai nonni, intorno al camino di pietra e, sulla testa, una fastidiosa nuvola di odore di frittura. 
Frittura di pesce dorato, di pastella con pezzetti di baccalà, di anguilla e capitone. 

Aspetterei trepidante la mezzanotte, leggendo negli occhi dei miei molti cugini lo stesso batticuore dell'attesa. Quanto poco ci importa del Bambinello sotto l'ovatta! Da piccoli siamo atei senza saperlo. Temiamo gli dei che ci raccontano gli adulti e crediamo nelle piccole gioie. E la nostra gioia, mia e dei miei cugini, era tutta nel momento in cui un colpetto di martello faceva in mille pezzi il salvadanaio dei nonni. 

In un Natale perfetto come questo vedrei il maialino frantumarsi sul tavolo, decretando la fine della colletta. 

Tra i cocci brillerebbero alla luce del vecchio lampadario le 500 e le 100 lire, su un letto di banconote da 10.000 e 5.000. 
Intorno, noi dieci, con un sacchettino di plastica sotto il mento, assisteremmo in silenzio alla distribuzione del bottino messo via dai nonni durante tutto l'anno. 
E poco importa se nel rivivere il passato, posso aver scelto un anno di magra, di quelli da 30.000 lire a testa. 
Magari, invece, mi va bene e nel sacchetto a mezzanotte ce ne saranno 100.000. 

I soldi giusti per quel paio di Dr. Martens che desidero da tanto o per l' acconticino della gita. 

E vorrei baciare i nonni stringendo il sacchetto per il nodo con le mani appiccicaticce di miele e frutta secca. 

Penserei, ma solo per un attimo, alle piccole rinunce che avranno fatto tutto l'anno per mettere via la quota di ogni nipote. 

E finirei per concludere che certe persone investono nella gioia perché è la loro predisposizione. 

E, così facendo, ci regalano un angolino di passato in cui rifugiarci. 

 Buon Natale a Francesca (grazie per avermi aspettata anche quest'anno), a Denny, 
a Giovanni e Carlo (zio Ricky arriva, è sempre in ritardo ma arriva!). 

Buon Natale a voi che leggete con affetto ogni puntata del diario di Francesca 
e a tutti coloro che faranno lo sforzo di coinvolgere chi amano per rendere felici altri che amano. 
Insieme è meglio, non vi pare? 



GRAZIE A TE MANU PER AVER SCRITTO PER ME, UN'ALTRA VOLTA, 
UN ALTRO RICORDO CHE SEMBRA VIVO..
CHE è DIVENTATO VIVO GRAZIA ALLA TUA  MAGICA ED UNICA PENNA.

E BUON NATALE ANCHE A VOI TUTTI CHE MI SEGUITE IN QUESTA AVVENTURA INZIATA DA ORMAI 5 ANNI E SEMPRE PIù ARRICCHENTE E BELLA !!



 

8 commenti:

  1. Che magia questo racconto, grazie per avercelo raccontato.
    Buon Natale

    Paola

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  2. BUON NATALE anche a te e alla tua bella famiglia, un grazie particolare a te che investi gioia nel tuo blog per tutte noi!!!!
    Sonia

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  3. Buon Natale anche a te e famiglia,e grazie per questa storia che ci fa tornare indietro.
    Un bacio

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  4. tutti noi abbiamo nel cuore un Natale magico...grazie...
    lori

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  5. Che emozione Francesca, un regalo bellissimo quello fatto dai tuoi nonni, doppiamente bello perché vi hanno regalato anche la magia del ricordo. Pensa che bello star lì a rompere il salvadanaio e contare insieme!
    Tanti auguri di Buon Natale e Buone Feste! Gloria

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  6. bravissima Manuela, come vorrei essere brava come te a scrivere! Grazie per il racconto così emozionante

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  7. Auguri anche a te e alla tua dolce famiglia!Bellissimo il racconto!

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  8. Buon Natale a te Francesca alla tua bella famiglia. Un augurio particolare a Manuela Longo autrice delle bellissime righe cariche di ricordi "tra le montagne d'Abruzzo" e da buona abruzzese è riuscita a commuovermi e farmi tornare tra quelle terre dove i veri valori erano ancora più sentiti durante le feste!

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